L’esperienza di Apollo riflette l’approccio sviluppato nell’ambito del progetto IN LOCO, in cui grande rilevanza è attribuita alle figure dei Refugee Researchers.
I Refugee Researchers sono persone con esperienza diretta di migrazione che contribuiscono attivamente alle attività di ricerca transnazionale, durante tutta la sua durata: partecipano al lavoro sul campo e alla raccolta di dati qualitativi, supportano le interviste, facilitano la comunicazione e contribuiscono all’interpretazione dei risultati, nonché allo sviluppo di output e raccomandazioni. Il loro coinvolgimento segue un percorso strutturato che include fasi di formazione, implementazione e analisi dei dati, con un adeguato riconoscimento del loro contributo.
La capacità dei Refugee Researchers di combinare l’esperienza vissuta della migrazione con competenze di ricerca in sviluppo, insieme alla prossimità linguistica e culturale con i partecipanti, consente una comprensione più profonda dei processi di integrazione, cogliendo sfumature che altrimenti rischierebbero di rimanere invisibili.
Questa evoluzione rappresenta un cambiamento significativo rispetto ai modelli tradizionali di partecipazione, perché orientato verso un approccio più inclusivo nella produzione di conoscenza. IN LOCO, infatti, non considera i migranti solo come beneficiari, ma li riconosce come attori attivi, le cui prospettive possono contribuire a orientare la ricerca e le pratiche. Questo approccio non solo migliora la qualità e la rilevanza dei dati raccolti, ma rafforza anche la fiducia tra ricercatori e partecipanti e favorisce lo sviluppo di raccomandazioni politiche più concrete e radicate nella realtà.
Un momento chiave di questo processo è rappresentato dalla fase di analisi collaborativa dei dati. Durante un workshop in presenza di due giorni, Refugee Researchers e ricercatori accademici hanno lavorato insieme per esaminare e analizzare i dati delle interviste raccolte nei diversi Paesi definendo congiuntamente un quadro analitico comune, attraverso un processo condiviso di codifica applicato a un primo insieme di trascrizioni. Questo lavoro collaborativo garantisce sia coerenza metodologica sia l’integrazione di prospettive diverse, legate ai differenti contesti locali e alle esperienze vissute.
Su questa base condivisa, i Refugee Researchers proseguono poi l’analisi dell’intero dataset, con il supporto dei ricercatori accademici, che assicurano coerenza e qualità tra i diversi territori. I risultati di questo lavoro confluiscono nella redazione di un rapporto di ricerca transnazionale rivolto alla Commissione Europea e alla comunità scientifica, oltre che nello sviluppo di raccomandazioni politiche focalizzate su ambiti chiave quali alloggio, salute, istruzione, occupazione e inclusione nelle aree rurali.
Infine, il progetto estende il proprio impatto oltre la ricerca attraverso la creazione del “New European Welcome Advocacy and Research Think Tank (NEW)”, una rete transnazionale che riunisce Refugee Researchers e persone intervistate coinvolte nello studio. Attraverso attività mirate di rafforzamento delle capacità e consulenza strategica, questa iniziativa sostiene lo sviluppo di azioni di advocacy finalizzate alla diffusione delle buone pratiche emerse dalla ricerca, rafforzando ulteriormente il legame tra produzione di conoscenza e impatto sulle politiche.
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