I Giovani Non Hanno Smesso di Partecipare.

In tutta Europa, la partecipazione democratica è attraversata da un evidente paradosso. I giovani dimostrano un forte interesse per temi come il cambiamento climatico, l’uguaglianza, le migrazioni, i diritti umani e la giustizia sociale. Fanno volontariato, promuovono iniziative locali, aderiscono a campagne di sensibilizzazione, utilizzano le piattaforme digitali per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica e si mobilitano attorno alle cause in cui credono. Eppure, molti hanno la sensazione di incidere ben poco sulle decisioni che influenzano la loro vita quotidiana.
È proprio questa contraddizione a rappresentare una delle sfide più urgenti per le democrazie europee.

I dati aiutano a comprenderne la portata. Un cittadino europeo su sei ha un’età compresa tra i 15 e i 29 anni: i giovani costituiscono quindi una delle componenti più numerose dell’elettorato europeo. Nonostante ciò, continuano a essere fortemente sottorappresentati nelle istituzioni politiche e partecipano più spesso attraverso reti informali che tramite i canali tradizionali della politica. Le ricerche condotte a livello europeo descrivono quello che potremmo definire un vero e proprio paradosso della partecipazione: mentre molti giovani sono attivamente impegnati nella società, le forme tradizionali di partecipazione politica – e in particolare il voto – continuano a registrare un progressivo calo. Troppo spesso questo fenomeno viene interpretato come un segnale di disinteresse verso la politica. In realtà, ridurre la partecipazione alla sola affluenza alle urne restituisce una visione parziale della realtà.

Il progetto ParticipACTION nasce da una domanda diversa. Invece di chiedersi perché i giovani partecipino sempre meno, il progetto ha cercato di capire in che modo partecipano, quali ostacoli impediscono loro di essere pienamente coinvolti nella vita democratica e come le istituzioni possano creare opportunità di partecipazione più efficaci e significative. Riunendo giovani provenienti da Italia, Francia, Lituania e Cipro insieme a decisori politici, organizzazioni della società civile e ricercatori, ParticipACTION adotta un approccio dal basso, che parte dalle esperienze concrete delle persone anziché da presupposti teorici.

I risultati emersi dal National Level Assessment italiano confermano questa prospettiva. Più che delineare una generazione distante dalla vita pubblica, la ricerca restituisce un quadro molto più articolato. I giovani continuano a partecipare, ma spesso al di fuori dei tradizionali canali della politica: volontariato, iniziative di comunità, campagne di advocacy, impegno attraverso gli strumenti digitali. Molti dei partecipanti hanno descritto queste esperienze come più immediate, collaborative e capaci di produrre risultati concreti rispetto alle forme convenzionali di partecipazione politica. Allo stesso tempo, questo impegno convive con un crescente senso di distanza dalle istituzioni.

Nel corso della ricerca, molti giovani hanno espresso frustrazione nei confronti di un sistema politico percepito come poco accessibile, scarsamente rappresentativo e distante dalla loro esperienza quotidiana. Per i giovani con background migratorio questa distanza è spesso ancora più marcata, a causa di barriere strutturali, limitate opportunità di rappresentanza e vincoli giuridici che riducono la loro possibilità di incidere sulle decisioni che riguardano direttamente la loro vita. Tutto questo non è indice di indifferenza. Al contrario, riflette una percezione ampiamente diffusa: le istituzioni sembrano essere più abituate a parlare ai giovani che a dialogare con loro. Ed è una differenza sostanziale.

Se le forme della partecipazione stanno cambiando, le istituzioni democratiche non possono continuare ad affidarsi indefinitamente ai modelli del passato. La sfida, quindi, non consiste semplicemente nell’incoraggiare i giovani a partecipare di più, ma nel riconoscere le forme di partecipazione che già esistono e creare le condizioni affinché possano incidere realmente sulle decisioni, sulle politiche pubbliche e sulla vita democratica.

Per le istituzioni questo significa andare oltre una consultazione puramente formale o simbolica e creare spazi nei quali i giovani possano esercitare un’influenza concreta sui processi decisionali. Come ricorda il progetto ParticipACTION, la partecipazione acquista valore quando le persone sentono che le proprie esperienze vengono riconosciute, la propria voce viene ascoltata e il proprio contributo può davvero incidere sulla vita pubblica.

Forse, allora, la domanda non è più perché i giovani partecipino meno. La vera domanda è se le nostre istituzioni democratiche stiano evolvendo abbastanza rapidamente da essere capaci di partecipare insieme a loro.