Questa newsletter parla di soldi. O meglio, di come un’organizzazione trova le risorse necessarie per realizzare le proprie idee. Ma parla anche di ciò che viene prima dei soldi: la fiducia, le relazioni costruite nel tempo, la capacità di riconoscersi in una storia e decidere di farne parte. Noi che lavoriamo abitualmente con i progetti europei, quando pensiamo alla raccolta fondi ci riferiamo quasi automaticamente ai bandi. Il crowdfunding sembra appartenere a un altro mondo: meno istituzionale, più diretto, forse anche più incerto. Ma è davvero così?
Bandi e crowdfunding non sono alternativi. Sono strumenti diversi, che chiedono competenze in parte diverse. Un bando ci invita a comprendere una priorità pubblica, costruire un progetto credibile, individuare partner, attività e risultati. Una campagna di crowdfunding ci obbliga invece a rivolgerci direttamente alle persone. E a rispondere ad alcune domande molto semplici, almeno in apparenza: sappiamo spiegare in poche parole che cosa vogliamo fare? La nostra proposta è concreta e riconoscibile? E, soprattutto, abbiamo costruito relazioni abbastanza solide perché qualcuno decida di fidarsi di noi e sostenerla? La campagna “Siamo tutti pecore nere!”, realizzata da Glocal Factory per Cascina Albaterra, ci permette di partire da un’esperienza concreta per esplorare queste domande.
Cascina Albaterra è un luogo nel quale il lavoro agricolo incontra l’accoglienza di persone in condizioni di grave fragilità psicosociale. Qui si allevano capre, pecore, galline e asini, si coltivano ortaggi, si producono vino e formaggi. Ma soprattutto si costruiscono percorsi nei quali ciascuno può trovare un compito, mettere alla prova le proprie capacità, assumersi una responsabilità e partecipare alla vita di una comunità. Non è un dettaglio che tutto questo accada in una cascina. Il lavoro agricolo ha una concretezza che non ammette molte scorciatoie: gli animali devono essere accuditi, la terra segue i propri tempi, il latte deve essere trasformato, le attività quotidiane richiedono presenza e continuità. In questo contesto, le persone non sono definite soltanto dalle loro fragilità e non sono rappresentate come destinatarie passive di un aiuto. Sono persone che lavorano, imparano, si prendono cura di qualcosa e, facendolo, tornano a riconoscere il proprio valore.
Anche il titolo della campagna nasce da questo luogo e non potrebbe essere trasferito indifferentemente altrove. A Cascina Albaterra viene allevata la Pecora Brogna della Lessinia. i malgari raccontano che, quando in un gregge bianco e grigio nasce una pecora nera, significa che il gregge è autentico. Da qui nasce “Siamo tutti pecore nere!”, un titolo che trasforma un’espressione normalmente associata all’esclusione in una dichiarazione di unicità e appartenenza. La pecora nera è chi non coincide con le aspettative, chi porta con sé vulnerabilità ma anche capacità, desideri e possibilità inattese. Per questo, nella campagna, le persone non sono state rappresentate come destinatarie passive di un aiuto. Sono state raccontate mentre lavorano, si prendono cura degli animali, imparano, collaborano e partecipano alla vita della cascina.
La richiesta rivolta ai sostenitori non era quindi quella di colmare una mancanza al posto di qualcuno, ma di contribuire alla costruzione di uno spazio nel quale persone diverse potessero fare cose utili, sviluppare autonomia e restituire valore al territorio, chiedendo sostegno senza usare la sofferenza come argomento. È in questa coerenza che una campagna trova la propria forza. Non basta individuare un bisogno economico e pubblicarlo su una piattaforma. Bisogna trasformarlo in traguardi visibili, scegliere parole e immagini rispettose, riconoscere la comunità da cui partire e curare la relazione con ogni sostenitore. Occorre, soprattutto, trovare un racconto che appartenga davvero al progetto e alle persone che lo abitano.
Il crowdfunding, da questo punto di vista, rivela molto di un’organizzazione prima ancora che la raccolta cominci. Rivela quanto conosce la propria identità, quanto sa rendere comprensibile ciò che fa e quanta attenzione dedica alle persone: a quelle che vivono il progetto, a quelle che lo raccontano e a quelle che scelgono di sostenerlo. In questa newsletter, attraverso il racconto della campagna e un’intervista dedicata alla fiducia e alla relazione con i donatori, esploreremo il crowdfunding come parte di una strategia di fundraising complementare ai bandi. Perché i fondi rendono possibili i progetti, ma sono la cura e la fiducia a rendere possibile la raccolta.